Questo componimento fu scritto da Foscolo nel 1806, a seguito di una discussione con il letterario Pindemonte a cui è dedicata l'opera. È composto da 295 versi endecasillabi sciolti. Fu scritto in occasione dell'editto di Saint-Cloud, dove venne approvata una legge che imponeva di spostare i cimiteri(sepolcri) fuori dalle città e di rendere tutte le tombe uguali tra di loro. Foscolo sviluppa un ragionamento intorno al tema delle tombe, riflettendo sul perchè l'uomo ne abbia bisogno e sul loro valore simbolico.
Spezzoni letti in classe:
-IL VALORE AFFETTIVO DEI SEPOLCRI (pag.567)
Nella prima parte Foscolo esprime i suoi sentimenti puramente materialistici, in cui vuole risaltare come le tombe siano sostanzialmente inutili. Nella seconda parte, invece, sottolinea il valore delle tombe e di come servano all'uomo per mantenere vivo il ricordo dei suoi cari.
-LA FUNZIONE DELLE TOMBE DEGLI UOMINI ILLUSTRI (pag.575)
La vera capacità eternatrice del ricordo dei morti è data dalla poesia, che serve per continuare a mantenere vivo il ricordo nel tempo, le gesta e gli ideali degli uomini illustri, così che le generazioni future possano prendere spunto da essi.
Blog della classe 4°info B dell'istituto Badoni di Lecco. All'interno è possibile reperire ogni lezione e argomento trattato in classe.
mercoledì 10 aprile 2013
I SONETTI (Ugo Foscolo)
Nei sonetti di Foscolo troviamo un maggior distacco più profondo dei propri sentimenti rispetto alle lettere di Jacopo Ortis, furono composti tra il 1798 e il 1803. Il linguaggio è sempre di tono elevato e letterario. I sonetti sono nati nel 1200 nella scuola siciliana; in quelli di Ugo Foscolo, troviamo molti enjambemant e 4 strofe formate da rime e versi endecasillabi.
I principali sono essenzialmente 4:
(Wikipediata)
-Alla Sera:
Nell'immobile silenzio della sera, quando ogni forma di vita si spegne, il silenzio suggerisce al poeta l'immagine della morte alla quale egli si rivolge con nostalgia, come se essa potesse portare solamente la pace. La morte non è più vista come una drammatica sfida al destino, come nell'Ortis, ma come un dolce perdersi nel nulla eterno che non è un disperato abbandono, ma è un comprendere in sé l'universo superando ogni angoscia e ritrovando la pace.
-A Zacinto:
I principali sono essenzialmente 4:
(Wikipediata)
-Alla Sera:
Nell'immobile silenzio della sera, quando ogni forma di vita si spegne, il silenzio suggerisce al poeta l'immagine della morte alla quale egli si rivolge con nostalgia, come se essa potesse portare solamente la pace. La morte non è più vista come una drammatica sfida al destino, come nell'Ortis, ma come un dolce perdersi nel nulla eterno che non è un disperato abbandono, ma è un comprendere in sé l'universo superando ogni angoscia e ritrovando la pace.
-A Zacinto:
A Zacinto ("Né più mai toccherò le sacre sponde") è uno dei sonetti più conosciuti di Ugo Foscolo. Zacinto, qui cantata dal poeta, non è solamente la sua patria reale ma soprattutto quella ideale. Come altri poeti romantici il Foscolo si protende alla Grecia classica nella quale vede, attraverso i suoi miti, l'incarnazione della bellezza e dell'armonia. Venere raffigura l'ideale della bellezza, Omero rappresenta la poesia che esalta i valori più alti dell'umanità e Ulisse non è altro che l'immagine di se stesso esule avversato dalla fortuna.Il sonetto si conclude con il presentimento di una sepoltura in terra straniera che il Foscolo accetta perché confortato dalla fede in una propria missione nel mondo come evocano gli ultimi versi pieni di dolore ma senza lacrime.
-Alla Musa
-In morte del fratello Giovanni
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