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martedì 15 gennaio 2013

GIUSEPPE PARINI


Giuseppe Parini fu un poeta dell'età illuminista, nella quale si nota come la poesia si evolva davvero poco. Nasce nel 1729 a Bosisio, piccolo paese della brianza, da una famiglia della piccola borghesia, la quale lo obbligò a intraprendere la carriera ecclesiastica. Subito dopo Parini decide di dedicare la sua vita alla letteratura e per potersi mantenere deicise di andare ad insegnare ai figli dei nobili, prima dalla famiglia Serbelloni e poi dagli Imbonati. Questo gli permette di poter conoscere più a fondo l'ambiente nobiliare. Dopodichè Giuseppe Parini divenne un insegnante di scuola pubblica e divenne direttore delle scuole di Brera.

Morì tardi, nel 1799, riuscendo a vedere l'arrivo dei francesi in Italia e la Prima Campagna d'Italia. La sua più grande opera fu il poema "Il Giorno". La sua poesia introduce molte novità dal punto di vista dei contenuti, ma rimane sostanzialmente tradizionale sull'uso del linguaggio e l'utilizzo di parole tronche.

ILLUMINISMO


 

L'illuminismo, oltre che sulla cultura esercita una certa importanza anche sulla letteratura, ritenuta utile per diffondere i "lumi",  cioè la ragione. I libri diventano anche una forma di trattazione utile per la vita sociale e civile, non tanto sul piano individuale, ma su quello della società.
Da questo momento si ha una tendenza all'allargamento del pubblico letterale, introducendo un particolare interesse da parte dei borghesi; grazie a questo si diffondono i giornali e le riviste. L'importanza della poesia viene sovrastata dalla prosa, la quale si divide in due tipi di testi, che sono i saggi e il romanzo.

Nel romanzo possiamo distinguere due sottogeneri:
-Borghese, che è rivolto ad un pubblico ampio, i suoi protagonisti sono persone comuni e le storie narrate sono simili a quelle della vita reale. Si sviluppa anche un analisi psicologica e sociale.
-Filosofico, nel quale attraverso un racconto si affronta il tema di un dibattito filosofico; come ad esempio nel Candido viene affrontato il tema del bene e del male nel mondo.

Nel periodo dell'Illuminismo torna il problema della lingua. In Italia si usano ancora i vecchi standard politici e sociali, rendendo più difficile la diffusione dell'Illuminismo. I due centri italiani illuministi più importanti furono Milano e Napoli. A Milano gli scrittori della rivista "il Caffè", provocatoriamente decisero di scrivere che i loro illuministi non utilizzeranno il vocabolario dell'Accademia della Crusca.